04/06/2007
Il ricordo è pelle
fuga
non voglio fuggire ma non ho una quotidianità a cui tornare
solo silenzio e ordine
potrei essere salvata da un corpo
dimenticato
il ricordo è pelle.
Carmen Llera Moravia
15:00
Scritto da: martabreuning
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30/05/2007
La Metamorfosi dell'anima ( e delle donne)
L'Allegoria della Primavera descrive in sintesi il processo di metamorfosi della pulsione psichica (la ninfa Clori posta all'estremità destra) in consapevolezza creativa (Flora) e coscienza morale, etica e spirituale (Venere pudicas disposta al centro della scena).
La ninfa Clori è ricoperta da un velo trasparente che rivela la nudità del corpo. E' rappresentata da Botticelli nell'atto di assecondare un impulso psichico, sollecitato forse da uno sguardo erotico, dalla bellezza estetica o semplicemente dall'aria primaverile. Dalla sua bocca esce un filo ininterrotto di fiorellini, metafora delle emozioni del cuore suscitate dal desiderio sessuale, emotivo e sentimentale che si traducono in un 'profluvio' di parole pronunciate dall'anima che si lancia' impulsivamente sull'oggetto del desiderio. La ninfa Clori è il simbolo dell'individuo che agisce senza riflettere, che segue il proprio istinto e vuole soddisfare i bisogni, le necessità e i desideri nel più breve tempo possibile.
Per l'alchimia rinascimentale l'anima di Clori non deve essere inibita, ma aiutata a "contenere" le pulsioni. A questo scopo Botticelli colloca il Vento Zefiro alle sue spalle nel gesto di congelare le passioni e raffreddarne le pulsioni al fine di limitare l'azione, rallentare la corsa e frenare la tentazione di soddisfare i bisogni primari, carnali e materiali nel più breve tempo possibile. Il Vento Zefiro, il vento dell'Alchimia, è il simbolo della Ragione che opera attraverso la razionalità, la riflessione e l'autoanalisi al fine di trasformare l'anima psichica (Clori) in anima creativa (Flora).
Nella mitologia Zefiro diventa infatti sposo di Flora in cui emergono le facoltà di sintesi in grado di tradurre le emozioni suscitate dalla pulsione psichica in opere creative. La Ragione indotta dalla filosofia e dalla psicologia alchemica ha il pregio di indurre un intervallo di tempo tra la pulsione e la soddisfazione del bisogno (consapevolezza sensoriale) e, nello sviluppo successivo, uno spazio di riflessione tra pulsione e azione (coscienza sensoriale). Dall'opera di contenimento della pulsione sessuale, artistica e intellettuale emerge così la "primavera", allegoria di un tempo (l'opera al Rosso) in cui può fiorire il 'filo ininterrotto' dell'ispirazione creativa delle parole e delle immagini.
Flora raccoglie il fiori che 'escono' dalla bocca di Clori e li distribuisce al Vento primaverile, metafora della consapevolezza creativa che nasce spontaneamente nell'anima che evolve nei processi di introversione dell'azione e della pulsione.
I processi di metamorfosi dell' anima psichica (Clori), nell'anima creativa (Flora) si concludono nel momento stesso in cui l'individuo evolve nell'esperienza della trasformazione delle sensazioni in emozioni e sentimenti. In questa fase più matura l'anima psichica assimila i contenuti di coscienza che provengono sia dalla Ragione alchemica (Zefiro) che dalle esperienze di elaborazione dei sentimenti in riflessioni psicologiche e pensieri filosofici.
Botticelli dipinge al centro della scena Venere Humanitas, simbolo dell'anima razionale in cui avviene spontaneamente il processo di trasformazione dei sentimenti morali in valori etici e principi spirituali. L'essenza dell'umanità è contenuta nel gesto "pieno di grazia" di Venere, dipinta nel gesto di mostrare il vestito rosso e blu, colori che dichiarano l'avventro di un nuovo metabolismo cognitivo fondato sulla percezione delle frequenze infrarosse (Eros e Thanatos) e di quelle ultraviolette (Spiritus e Virtù).
Per gli artisti e gli alchimisti del Rinascimento, l'Anima alchemica (Clori, Flora e Venere) rappresenta una fase di transizione a una 'funzione' più evoluta: la Mente ( Hermes).
Il passaggio dallo status di "anima" a quello di "mente" avviene attraverso un artificio tecnico (la Prospettiva) che si potrebbe definire "educazione alla percezione". L'anima impara infatti più dalla conoscenza intuiva delle immagini che non dai libri di scuola o dalle regole morali e religiose. Ecco allora che Hermes, simbolo della mente che evolve dalla consapevolezza dei diversi stadi di metamorfosi compiuti dall'anima psichica delle donne, degli artisti e dei saggi, è ritratto da Botticelli nel gesto di dissipare con il "caduceo" le nubi che aleggiano sulla sua testa, ovvero il fumo dei desideri, delle illusioni e dei pensieri generati dal processo di metamorfosi dell'anima in Mente.
Il messaggio di Botticelli riassume la filosofia della trasformazione che in quegli ultimi decenni del Quattrocento si stava definendo con sempre maggiore lucità e cognizione di causa. Il contenimento della pulsione genera infatti le qualità dell'anima che sono quelle della cura di sè, della pazienza, della protezione, dell'amore, del rispetto e della comprensione. Attraverso l'introversione del desiderio l'individuo inizia a 'percorrere' il sentiero di metamorfosi dell'anima non dissimile da quello descritto dai buddhisti, lo stesso che alcuni psicologi contemporanei definiscono come "un farsi anima". La trasformazione della pulsione sessuale in amore (Clori), creatività (Flora) e volontà di conquistare (l'amorino con la freccia) Bellezza , Castità e Piacere (le tre Grazie ancelle di Venere Humanitas) conduce l'alchimista ad evolvere nelle funzioni della mente in cui è ravvisabile il processo cognitivo di elaborare le sensazioni, le emozioni e i sentimenti in parole, immagini e simboli delal conoscenza alchemica (la mente translogica).
13:25
Scritto da: martabreuning
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28/05/2007
L'insostenibile vuoto
Ho mani troppo grandi per contenere il vuoto,
e troppo piccole per un cielo impossibile da sostenere
con un solaio debole non più abituato ai raggi del sole.
Quando il sole trafigge le ombre
scopri nella polvere un armadio ancora pieno di giorni
che sembrano troppi da vestire.
I fianchi sono larghi
e il seno ancora giovane per depositare
un addio, o la tenerezza di un saluto.
Un inganno la vita che tradisce la resa
e obbliga a nuovi lunghi respiri di polvere.
C'è troppo deserto nel cielo
e i fiori ormai fioriscono anche d'inverno.
Non esistono più, Amore
nemmeno per noi,
le mezze stagioni
(Beatrice Niccolai)
18:10
Scritto da: martabreuning
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